Non sono un appassionato né un esperto di opera, tuttavia ho sempre pensato che tra le esperienze della mia vita avrei inserito volentieri uno spettacolo lirico. E quest'anno ho avuto la mia occasione. La cornice è stata una delle migliori al mondo: l'Arena di Verona.
Ho acquistato i biglietti con largo anticipo, precisamente a Marzo, e ho scelto l'Aida come spettacolo per il mio debutto in questo mondo che conosco così poco.
I timori della vigilia erano tutti legati al meteo. La pioggia è data per scontata da diversi siti di previsioni e lo spettacolo rischia di essere annullato.
Il cielo è già grigio alla partenza da Milano e comincia a piovere proprio nel momento in cui io e la mia ragazza usciamo dal parcheggio nel centro di Verona. Delusione.
Arriviamo ai cancelli dell'Arena con circa 40 minuti di anticipo (l'inizio dello spettacolo è previsto per le 21.15). L'assenza di una lunga coda è una piacevole sorpresa. Entriamo in Arena in pochi secondi, saliamo le scalinate al coperto e impieghiamo pochi minuti per arrivare al nostro settore. Qui si rallenta decisamente.
Purtroppo continua a piovere. I posti numerati sono completamente deserti, mentre quelli non numerati sono una distesa colorata di ombrelli di varie dimensioni.
Una manciata di addetti si adoperano per gestire il flusso di gente in arrivo. Cercano di fare ammassare il maggior numero di persone in spazi strettissimi, in molti si lamentano ma sono quasi tutti tedeschi e si capisce che proprio non riescono a disobbedire ad un ordine. Noi ci ricordiamo di essere italiani quando ci chiedono di sederci dietro ad un palo che ci avrebbe limitato la visuale per tutto lo spettacolo, così usciamo dalla fila e ci scegliamo i posti in maniera del tutto autonoma.
Il risultato finale nelle gradinate non numerate è delirante. Gli spettatori sono uno incollato all'altro, creando una serie di problemi:
- ci si colpisce in continuazione con gli ombrelli
- non appena qualcuno appoggia un bicchiere o una bottiglia, c'è qualcuno che la fa cadere (il mio vicino di posto si è visto versare addosso un'intera bottiglia di birra).
- non c'è spazio per mettere borse o giacche
- uscire dal settore, magari per andare in bagno o per qualsiasi necessità, è un'ardua impresa con grandi limitazioni per la sicurezza di tutti.
A pochi minuti dall'inizio, ecco una schiarita. Si chiudono gli ombrelli, si riempiono anche i settori numerati... entra l'orchestra. Lo spettacolo inizia puntuale. All'inizio sono un po' perplesso, ma poi vengo sempre più coinvolto... quando all'improvviso riprende a piovere! I musicisti scappano per non rovinare gli strumenti e gli attori escono con meno preoccupazione.
La serata va avanti con alternanza di pioggia e schiarite. L'Aida prosegue a singhiozzo con lunghe e noiose pause, alle quali si aggiungono gli intervalli tra un atto e l'altro.
In una di queste soste decido di andare in bagno. Scopro che per le gradinate superiori i bagni sono fuori dall'Arena (?!). Per il tragitto Gradinata D-toilette ci vuole almeno un quarto d'ora tra andata e ritorno districandosi tra gambe, braccia, ombrelli... cercando di non calpestare nessuno e di non volare giù dal settore. Arrivato alla toilette mi trovo circondato dagli attori in pausa... una cinquantina di persone vestite da antichi egizi... è stato surreale!
A causa della pioggia, la fine del secondo atto (su quattro) arriva dopo la mezzanotte. Il pubblico mostra una certa stanchezza e in parte comincia a sfollare. All'ultimo atto si vedono ampi spazi vuoti nelle tribune.
Lo spettacolo finisce. Riusciamo ad essere fuori dall'Arena alle 2.15. Eravamo entrati poco dopo le 20.30. Non mi vergogno di dire che alla fine ero distrutto.
E' stata sicuramente un'esperienza unica di cui sono molto felice... anche se non sono sicuro che vorrò ripeterla. Almeno non all'Arena di Verona...
Ogni occasione è buona per partire...
pdm



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8 commenti:
Non posso che concordare, esperienza unica, ma massacrante! Per la prossima volta ti consiglio il festival pucciniano di Torre del Lago...decisamente meno faticoso! ;-)
...mmm temo che in quest'occasione, tempo a parte come si è speso si è mangiato :/
A me piacciono molto l'opera e la musica classica in generale, complice il fatto che mia mamma è stata una cantante lirica. Non posso definirmi un'esperta, ma sono stata tante volte a concerti e opere(tra l'altro ho acquistato un'ora fa il pass per la prossima stagione Mito!). In generale per i milanesi consiglio vivamente di andare alla Scala. Il costo del biglietto più economico è uguale a quello dell'Arena di Verona (26 euro), ma la qualità è impagabile ed è proprio in centro a Milano. L'unico difetto è che soprattutto per gli spettacoli più famosi i biglietti finiscono nell'arco di pochi secondi. Se però si hanno buona volontà, fortuna e abilità spesso si riesce a trovare qualcosa. E' un'esperienza da fare: ci si innamora!
Cara Laura, innanzitutto il biglietto più economico alla scala non permette di vedere nemmeno uno spicchio di palcoscenico spesso e volentieri e la seduta è molto più scomoda rispetto a quella su un gradone di pietra.
Questo è senza dubbio vero e ne so quacosa. Quando vado sto in piedi tutto il tempo. Ma la qualità e il fascino dell'ambiente secondo me sono senza paragoni.
lo spettacolo non ha prezzo! :P
A me piace l'opera, Ci andavo da ragazza con mia madre. Mi avevno detto che a Verona assistere ad un' opera era qualcosa di fantaastico ma dopo la tua esperienza penso proprio che non ci penserò più.
Un caro saluto.
Noi siamo appena tornati ,però non abbiamo visto l'opera ma un concerto di musica leggera e devo dire che è stata una bella esperienzaper fortuna niente pioggia come invece era prevista credo che sia una grande incognita per gli spettacoli all'aperto .Vorrei approfittare del tuo spazio per fare una domanda ai veronesi ,i parking intorno all'arena sono piuttosto costosi, però ho visto molti arrivare intorno alle 18 e metterla nei parking sulla strada a pagamento fino alle 20 ,poi sono gratuiti o diventano ztl?spero di aver posto bene la domanda ,un saluto a tutti
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